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santorini caldera

La caldera di Santorini: uno sguardo nell’infinito blu

Immaginate di ritrovarvi sospesi nell’aria, come su una nuvola, ad osservare l’immensità del mare che si perde all’orizzonte. Immaginate di farlo per ore, senza stancarvi mai, per poi scendere sudati con la voglia di rifarlo ancora e ancora. No, non è un sogno… è Santorini e la sua caldera!

Oggi ci catapultiamo in Grecia e cerchiamo di ricapitolare in poche parole le emozioni che meriterebbero un libro, direttamente da uno dei percorsi più spettacolari e romantici che abbiamo mai affrontato: il sentiero da Fira a Oia (pronuncia “Ia”, così farete bella figura) sull’isola cicladica per eccellenza.

terrazzo santorini caldera
Il terrazzo di un resort vista caldera
santorini caldera matrimonio
Un paradisiaco terrazzo, sede di matrimoni

Nel cuore dell’Egeo un vulcano esplose

È così che Santorini è nata, o almeno come la conosciamo oggi. Più di tremila anni fa (un battito di ciglia se parliamo di ere) una devastante eruzione vulcanica distrusse l’isola sommergendola, per poi conferirle la forma che ha adesso. Le due isolette di fronte (solo Therassia è abitata) sono parte del vecchio cratere, così come la costa ovest di Santorini stessa.

Che cos’è quindi la caldera di Santorini? Tecnicamente sarebbe la conca lasciata dall’eruzione che ha fatto sprofondare la camera magmatica, quindi il punto centrale tra tutte le isole che, guarda caso, formano un cerchio. In realtà, citando la caldera di Santorini spesso ci si riferisce al lato di costa che costituisce parte del margine della caldera vera e propria, la parte aggettante quasi in verticale sul mare, per intendersi.

Manco a dirlo, questa particolare struttura ha fatto la fortuna turistica dell’isola, fino a farla diventare il simbolo delle nostre biancazzurre, amate Cicladi. Il panorama che si gode dal lato caldera ha fatto in modo che quella parte di costa si riempisse di hotel lussuosi che fanno a gara per la piscina con la vista più esclusiva.

Che prenotiate oppure no una stanza in questi hotel non abbiate paura: lo spettacolo è per tutti ed è a portata di gambe: si tratta del percorso tra Fira, la “capitale”, e Oia, il paese più a nord

SCOPRIAMOLO INSIEME!

Il sentiero a picco sulla caldera di Santorini

Il percorso dura 12 km e si completa, in base al vostro passo, in circa 3-4 ore. Ovviamente l’isola è vulcanica, il che vuol dire no alberi, cioè: sole! Va da sé che sareste folli a partire alle 11 di mattina d’estate. Noi abbiamo scelto le ore prima del tramonto e faceva comunque un caldo torrido, quindi portatevi l’acqua e la crema solare!

Si parte da Fira, la capitale dell’isola, incantevole mucchio di case bianche e blu che più cicladiche non si può.

santorini caldera vista
Vista Caldera da Imerovigli, subito dopo Fira lungo il percorso

Lungo la prima parte del sentiero si può ammirare una struttura singolare, raggiungibile tramite un piccolo sentiero che noi non abbiamo percorso per non allungare troppo la strada (e non sciogliersi definitivamente). Si tratta della Skaros Rock, una formazione rocciosa che assomiglia a un trono da cui si domina l’Egeo:

skaros rock caldera di santorini
Skaros Rock

Si arriva poi, dopo aver lasciato indietro Fira e Imerovigli, alla parte più isolata del percorso; un paio d’ore nel nulla: solo noi, il blu e il sole… e una chiesetta. Immancabile da queste parti, dà un tocco di spiritualità (e romanticismo) anche ai non credenti come noi.

chiesetta sulla caldera di santorini
La chiesetta Profitis Ilias
Sentiero (non) alberato

Lungo il percorso si incontrerà anche un ragazzo che propone un piccolo tratto di sentiero in groppa a un mulo; sinceramente siamo contrari a questo tipo di iniziative, considerando il caldo che pativamo noi non oso immaginare le sofferenze di quel povero mulo. A voi la scelta. A Santorini la battaglia per i diritti di questo animale contro lo sfruttamento turistico è quanto mai accesa.

Dopo un paio di saliscendi, eccoci al traguardo del percorso: Oia!

Di Oia parlerò in un articolo a parte, quindi non vi spoilero il tutto con una miriade di foto; ciò che sorprende una volta arrivati in fondo è guardarsi indietro e ammirare lo spettacolo del sentiero appena percorso da un altro punto di vista. Sarete stanchi ma soddisfatti, garantito!

Imerovigli e la Skaros Rock visti da Oia

Il ritorno a Fira

Niente di più semplice: nella stagione estiva ci sono dei bus che collegano costantemente Oia a Fira, perciò non dovrete far altro che raggiungere la fermata (che si trova lungo la strada principale di Oia, praticamente l’unica carrabile) e salire a bordo! In meno di mezz’ora sarete di nuovo al punto di partenza, cioè la fermata del bus di Fira, capolinea di tutti i bus dell’isola. 

Vi interessano gli orari? Li trovate su questo sito (non sempre aggiornatissimo come quasi tutti i siti dei bus greci) oppure sui classici fogli stampati alla fermata di Fira… questi:

 
 
La tabella degli orari dell’estate 2018

Siete pronti a lanciarvi in questa esperienza unica al mondo lungo la caldera di santorini? Avete già fatto trekking simili a questo? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti. Buona faticaccia!

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