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pici fatti in casa

Pici fatti in casa: assapora la Toscana

Appena tornato dall’Umbria, dove gli strangozzi dominano, la mia mente è volata subito a Nina e a quei pici fatti in casa divinamente. Non c’è niente da fare, i pici non me li toglie nessuno.

Non si tratta solo di pasta, ma di pasta fatta a mano, fresca, tradizionale, genuina; il picio, quello vero, lo si sente subito e non lo si scorda più. Fidatevi di un toscano con un discreto stomaco. Lo si sente perché la sua larghezza, superiore a quella degli spaghetti e degli strangozzi, ne valorizza tutto il sapore, tanto che anche mangiarlo da solo è una gioia per il palato.

Volete provarli? Divertitevi a prepararli oppure fate un salto in Toscana, più precisamente nel sud della regione, intorno a Siena per esempio… mi viene in mente Pienza, imperdibile. Sì, anche a Firenze, non preoccupatevi: continuate a leggere e lo vedrete.

Pici fatti in casa: la preparazione

Sì, va bene, vanno fatti in casa, ma… come si preparano? Niente di trascendentale, ce lo spiega direttamente Nina qui sotto; questa è solo una delle sue tante meravigliose ricette.

Gli ingredienti sono veramente pochi; per quattro persone servono:

  • Farina zero, circa 1 kg;
  • Mezzo litro di acqua tiepida;
  • Sale quanto basta.

L’impasto lo si prepara semplicemente versando tutto in una ciotola e impastando per circa 10 minuti, fino a ottenere un panetto da far riposare mezz’ora sotto della pellicola trasparente. Intanto spargiamo un po’ farina sul tavolo o sulla spianatoia per poi stenderci l’impasto con un mattarello, fino ad ottenere una sfoglia alta circa un centimetro. Non di più, non di meno.

Dopodiché si ricavano delle strisce di impasto col coltello e le si rotola con i palmi delle mani, per ottenere dei fili di spessore uniforme. A questo punto li mettiamo a riposo tra due canovacci coperti con un po’ di farina mentre mettiamo a bollire l’acqua, che cuocerà i pici per non più di cinque minuti.

Et voilà, il gioco è fatto! Aspettate, vi starete chiedendo del condimento. Ne esistono a decine, ma i nostri preferiti sono sicuramente il sugo di cinghiale, tipico della tradizione toscana, ed il cacio e pepe, tipico invece di quella romana, ma che troverete ovunque nel senese. Poi la lista è lunga, dai pici all’aglione, al sugo di cervo, passando per i pici “alle briciole” (briciole di pane, aglio, olio e peperoncino)… dai, ci potremmo scrivere una seconda Divina Commedia.

Non avete voglia o tempo di prepararli? Leggete qui sotto per scoprire dove andare comodamente a provarli se passate dalle nostre parti, a Firenze (se siete nel senese non ve lo sto neanche a dire, ce li hanno praticamente al posto dell’acqua).

Pici a Firenze: dove mangiarli

Qui non abbiamo dubbi: c’è un’osteria dove i sapori tradizionali si sposano con la disponibilità e la qualità; provate La Fettunta e non potrete scordarvela.

Il nome deriva dal loro piatto tipico, e tipico della cucina toscana e fiorentina, le fettunte appunto: delle bruschette di pane abbrustolito che vengono servite con salsa di fegatini (anch’essa tipica toscana), fagioli, salsiccia grigliata, pomodoro e basilico oppure con olio e aglio “strusciaho”, come si dice da noi.

Anche i pici qui non sono da meno, si sente che sono artigianali, non c’è niente da fare; vi ricordate quando dicevo che i pici fatti in casa si sentono subito? Ecco, questo ne è l’esempio. Godetene!

Avete mai mangiato i pici? Se la risposta è no, lanciatevi nella preparazione e fateci sapere nei commenti come sono venuti. Se la risposta è sì, fateci sapere se li amate come noi; e se non volete prepararli… fate un saltino in Toscana. Buon appetito!

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